SEGNI DELL'UOMO
Abitare

Casa Vigi di Gna

La casa denominata di Vigi di Gna o dal Fari si trova al centro della frazione di Collinetta poco sotto la strada principale che attraversa l’abitato. Rappresenta la tipica casa settecentesca carnica di stile veneto con corridoio passante e stanze laterali il cui schema si ripete ad ogni piano. Il vano distributivo, che in questo caso è voltato e che trova la sua matrice nel “portego” alla veneta, è illuminato solitamente da bifore architravate di pregio che si ripetono su tutti i piani (in questo caso pietra rossa locale sulla quale troviamo l’iscrizione dedicatoria all’atto della costruzione  A.no 17 F.ce L.do A.io Di T. er F.re 40 D. ni  (anno domini 1740 fece fare Leonardo Antonio di Tamer) . Realizzata con molta probabilità in occasione delle nozze avvenute nel 1739 fra Leonardo e Maria di Tamer. L’abitazione è costituita da tre piani con tetto a mezzo padiglione. Le finestre del piano terra e del primo sono dotate di architrave modanata e davanzale sporgente, un risultato di grande eleganza. Purtroppo la casa negli anni è stata frazionata tra diversi proprietari e si è perso parte dell’originario impianto delle finestre di facciata. Ciò nonostante per metà queste sono sopravissute e in quelle rimaste possiamo ammirare la maestria dell’arte fabbrile che realizzò le inferriate alle finestre con motivi a volute mentre per la bifora centrale si scelse il motivo a losanga. Inoltre, caso pressoché raro in tutta la Carnia, l’inferriata in questione è addirittura aggettante nella sua forma “a scatola” e raggiunge la sua massima raffinatezza nella decorazione a volute che la corona e da cui sgorga un piccolo fiore. Si segnala anche il pregevole portale a bugne in pietra rossa che trova un interessante parallelo con quello di casa Bortul a Collina. E’ dotato di un raffinato sopraluce a raggiera in ferro battuto. Un tempo anche l’interno dell’abitazione era parimenti elaborato: infatti vi si trovava un pregevolissimo soffitto a cassettoni dipinto con santi e motivi floreali coevo alla costruzione della casa. Purtroppo è stato smontato e trasferito altrove privando così la comunità di un’interessante scrigno d’arte. Dell’impianto decorativo originario rimane ancora un affresco settecentesco raffigurante l’assunzione della Vergine che si trova sul soffitto di una delle stanze.

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